Cassazione: il sistema operativo preinstallato può essere rimborsato

Cassazione: il sistema operativo preinstallato può essere rimborsato

La Corte di Cassazione mette la parola fine al caso del rimborso per il sistema operativo Windows avviato da un utente italiano contro HP, un caso storico su cui fanno peso anche le decisioni UE in materia

giuria

Alfonso Maruccia

Roma – La Corte di Cassazione ha stabilito che l’acquirente di PC ha diritto, qualora lo volesse, a farsi rimborsare il costo del sistema operativo già installato sulla macchina e non è obbligato ad accettare l’accoppiata di hardware e software come invece vorrebbero i produttori.La licenza che vorrebbe imporre l’uso obbligatorio di Windows su un PC consumer riguarda in effetti accordi pre-ordinati tra Microsoft e il produttore di quel PC, ha osservato inoltre la Cassazione, e l’imposizione di simili condizioni all’utente finale si configurerebbe come “una politica commerciale finalizzata alla diffusione forzosa” del software insieme all’hardware dei marchio OEM più affermati, “tra l’altro con riflessi a cascata in ordine all’imposizione sul mercato di ulteriore software applicativo la cui diffusione presso i clienti finali troverebbe forte stimolo e condizionamento – se non vera e propria necessità – in più o meno intensi vincoli di compatibilità e interoperabilità (…) con quel sistema operativo, almeno tendenzialmente monopolista”, un comportamento più volte sanzionato dalle autorità giudiziarie statunitensi ed europee.

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