La bufala su Facebook torna, sempre – #facebook #bufala

La bufala su Facebook torna, sempre

Compaiono di nuovo post copia/incolla sul presunto sfruttamento dei contenuti personali da parte di Facebook. Eppure il social ha semplificato le norme.

Facebook privacy smartphone mano

Di nuovo, come l’eterno ritorno di nietzchiana memoria che faceva esclamare terrorizzato a Woody Allen «dovrò rivedere ancora Holiday On Ice?», un post su presunte malversazioni di Facebook rispetto ai contenuti degli utenti si sta diffondendo a macchia d’olio nel sito, occupando bacheche e riempiendo il feed delle notizie. Si tratta di una bufala ancora più incomprensibile se si pensa agli sforzi del social per definire meglio le norme d’uso.

Il messaggio che va per la maggiore, in questi giorni, è un pout-pourri di citazioni a caso del codice della proprietà intellettuale, che in realtà nulla c’entra con privacy o sfruttamento dei contenuti personali di un utente dentro un sito commerciale come Facebook (che invece è normalmente protetto dal codice civile) bensì con le brevettazioni industriali.

Il messaggio, peraltro, è stavolta davvero molto esteso, probabilmente il più ricco di parole (e per non dire niente) della casistica:

A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette l’utilizzo di informazioni personali, dichiaro quanto segue: oggi, giorno **, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc. postati sul mio profilo. Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento…. (continua)

Cosa prevede Facebook sui contenuti personali

Per smentire la bufala, non c’è che da invitare gli utenti a leggere le nuove norme delle Condizioni d’uso del sito che entreranno in vigore il 1° gennaio 2015, fatto che spiega l’intenzione degli spammer di sfruttare la novità di questo passaggio per fare confusione; al secondo punto delle condizioni d’uso, Facebook specifica che l’utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare in che modo vengono condivisi mediante le impostazioni sulla privacy e le impostazioni delle applicazioni.

Rispetto alla fantasiosa paura che le proprie informazioni venga usate per e dagli inserzionisti in modo incongruo, o addirittura per prodotti pubblicitari propri – come accadde l’anno scorso con le storie sponsorizzate, poi messe in un cassetto – Facebook ha riscritto completamente la sezione, rimandando sia alle Q&A vecchio stile su come modificare la visibilità delle inserzioni, sia lavorando sulle preferenze relative alle inserzioni (uno strumento non ancora disponibile in Italia). Insomma, sono tutti bit sprecati: perché lasciarsi andare a questi copia/incolla quando si può essere per davvero un po’ originali?

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